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Miele di melata: un prodotto poco conosciuto dalle caratteristiche eccezionali

Il miele di melata è ricco di proprietà benefiche ed è per questo motivo che è un alimento molto prezioso per la nostra alimentazione. In particolare, ha una forte azione antisettica e antibatterica. E’ l’unico miele che non viene prodotto a partire dal nettare dei fiori ma dalla melata degli alberi.



La melata è una sostanza zuccherina secreta da alcuni insetti (afidi, cocciniglie, psille, ecc.) che si nutrono della linfa degli alberi, in particolare abete rosso, pino, quercia, tiglio e acero. E’ molto ricca di sostanze derivanti dalla linfa degli alberi, come sali minerali e zuccheri e rappresenta un’utile fonte di nutrimento per le api. Una volta raccolta questa preziosa sostanza zuccherina, le api la introducono nell’alveare e la trasformano in miele.


In passato, la melata ha avuto un ruolo importante anche per la sopravvivenza della specie umana in varie parti del mondo con clima arido e desertico, ad esempio in Africa, Australia, Medio Oriente, Mesopotamia ed Egitto. Oggi invece, la melata viene consumata prevalentemente sotto forma di miele di melata prodotto soprattutto nelle foreste di conifere.


Il miele di melata ha un colore molto scuro, a volte quasi nero, è dotato di una consistenza molto densa che non cristallizza. Il sapore è meno dolce di quello dei mieli di nettare e possiede un particolare retrogusto terroso e di corteccia, dolce e amaro allo stesso tempo


Grazie all’alto contenuto di ferro, potassio, magnesio e manganese, il miele di melata è molto utile come integratore naturale di sali minerali e oligominerali, e viene spesso consigliato agli sportivi,è facilmente assimilabile dall’organismo e immediatamente disponibile.


Può essere usato come dolcificante leggero grazie al suo contenuto meno elevato di zuccheri semplici che ne garantiscono un indice glicemico inferiore più indicato per i diabetici e per le persone che seguono diete dimagranti o a basso impatto glicemico.


Si consiglia di scioglierne uno o due cucchiai in mezzo litro d’acqua con il succo di mezzo limone. Per apprezzarne la proprietà di tonico digestivo è possibile gustarlo con uno yogurt naturale, o su una fetta di pane tostato, nelle bevande o con una tazza di cereali la mattina.


Le caratteristiche particolari del miele di melata lo consigliano come un alimento antibiotico al 100% naturale da avere sempre in casa.


Visto che la materia prima raccolta dalle api proviene dalle foglie degli alberi, è estremamente importante la zona di raccolta, infatti nel miele di melata si possono rivelare concentrazioni più alte di sostanze chimiche e metalli pesanti rispetto ad altri mieli che, nella maggior parte dei casi, provengono dall’inquinamento industriale, urbano e stradale.


Il Miele di Melata non è un miele estremamente dolce in confronto ai mieli di nettare, nonostante la sua composizione iniziale (nasce proprio come sostanza zuccherina che viene rielaborata dalle api negli alveari e trasformata in miele). Rispetto al miele di millefiori, per esempio, presenta una quantità di fruttosio e glucosio abbastanza ridotto.


Ciò che contraddistingue il Miele di Melata è sicuramente il suo sapore amarognolo, intenso, terreno (ricorda le cortecce degli alberi) ed il suo colore scuro (a volte, può essere quasi nero e per questo chiamato il miele della Foresta Nera Tedesca) a testimonianza della sua ricca concentrazione di antiossidanti, i quali contrastano la comparsa dei radicali liberi che sono la principale causa di invecchiamento della pelle.


Fra tutti i mieli in commercio, il Miele di Melata è sicuramente il più ricco di antiossidanti, ma anche di oligoelementi e di vitamine.


Il miele di melata non apporta colesterolo, fibre, lattosio, glutine e istamina; purine e fenilalanina sono irrilevanti. Può contenere molecole potenzialmente allergizzanti, ragion per cui i soggetti con reazioni avverse a varie componenti vegetali come ad esempio i pollini dovrebbero informarsi con attenzione.


Un’altra caratteristica peculiare del miele di melata è l’alto contenuto in enzimi (invertasi, diastasi e glucossidasi) che supera abbondantemente quella presente nei mieli di nettare, rendendolo un prodotto molto più attivo. Inoltre è alto, più che in tutti gli altri mieli, anche il contenuto in sali minerali.


Dal punto di vista aromatico, benché ci sia una grande diversità tra melata e melata, tutte hanno un caratteristico gusto di caramello, di frutta cotta e di sciroppo erboristico che può essere catalogato come di media intensità. Individuare la sua origine botanica è pressoché impossibile se non per alcuni tipi di melata che hanno caratteristiche organolettiche peculiari e ben riconoscibili, come quella di abete ed alcune di quercia.


LE ALTRE SUE CARATTERISTICHE TIPICHE SONO:


IL BASSO CONTENUTO DI ACQUA , perché le api trovano la melata sulle foglie e, dato che la raccolgono in estate, l’umidità relativa dell’ambiente è di solito bassa e questo influisce anche sul prodotto finale. Ovviamente se la melata è raccolta durante un periodo umido, questa può avere anche una umidità alta, ma difficilmente superiore al 18%.


UNA BASSA ACIDITÀ : il pH di solito è compreso tra 4,5 e 5,5, anche se l’acidità libera è sempre piuttosto alta. Il pH del miele di nettare è invece compreso tra 3,5 e 4. Ciò influisce anche sull’HMF che evolve sempre piuttosto lentamente tanto che difficilmente, dopo un anno, supera il valore di 10 mg/kg. Questo capita perché l’evoluzione dell’HMF è fortemente influenzata dall’ambiente acido. Quindi il miele di melata può essere definito come molto più resistente di quello di nettare alle lavorazioni.


BASSO CONTENUTO DI MONOSACCARIDI : tanto che la legge ha dovuto inserire una deroga al limite minimo di questi zuccheri nel miele di melata. La somma fruttosio + glucosio deve essere superiore a 45 g/100 g (ma di solito si attesta su 50-55 g/100 g), molto inferiore ai 60 g/100 g quale limite minimo previsto per il miele di nettare.


Al contrario del miele di nettare ha un ELEVATO CONTENUTO IN OLIGOSACCARIDI fra cui vanno segnalati l’isomaltosio (2g/100g), melezitosio (fino a 5g/100g), raffinosio (0,5-2 g/100g), trealosio (0,5-2,4g/100g), maltotriosio ed erlosio, ma basso contenuto in saccarosio (0,1 - 0,8g/100g). Questo lo fa un miele particolarmente poco dolce ma quasi mai amaro. Infatti lo zucchero che in bocca dà la sensazione di dolcezza maggiore è il fruttosio (fatto 100 il potere dolcificante del saccarosio - ovvero lo zucchero di canna o barbabietola - quello del fruttosio è 170) e la sua concentrazione nel miele di melata è più bassa che in quello di nettare.


Gli zuccheri che lo sostituiscono, al contrario, hanno un potere dolcificante molto basso (sempre facendo riferimento al potere dolcificante del saccarosio, quello del maltosio è 40, 4 volte inferiore a quello del fruttosio). Attenzione, se stai facendo una dieta devi sapere che il potere dolcificante non è legato a quello calorico. Per tutti i mieli è 304 calorie ogni 100 grammi comunque più basso di quello dello zucchero che viaggia intorno alle 370 calorie/100 grammi.


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