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Che cos'è la Psicoterapia ad orientamento psicodinamico?


Che cos'è la PSICOTERAPIA ad ORIENTAMENTO PSICODINAMICO? INTRODUZIONE La psicoterapia è una pratica terapeutica che si avvale di tecniche applicative della psicologia ad opera di uno psicoterapeuta che si occupa della cura di diverse forme di sofferenza psicologica, da quella più lieve a quella più grave. Esistono molti orientamenti all'interno di questa branca tra i quali il professionista sceglie la propria formazione: Psicoanalitico/Psicodinamico, Cognitivo-Comportamentale, Sistemico-relazionale, ecc., solo per fare alcuni esempi. Potremmo definirle come diverse chiavi di lettura utilizzate per interpretare ed affrontare la sofferenza psicologica. La scelta da parte dello psicoterapeuta di una chiave pittosto che di un'altra dipende, in linea di massima, da quella che viene sentita soggettivamente più congeniale per la lettura e risoluzione delle problematiche psichiche. La psicoterapia ad orientamento psicoanalitico/psicodinamico si propone di offrire uno spazio personale, relazionale e di crescita in cui, attraverso un ascolto autentico, umano e non giudicante, viene a costruirsi nel tempo, tra paziente e terapeuta, una particolare relazione che accompagnerà ad un cambiamento consapevole dei processi psicologici dai quali dipendono il malessere e la sofferenza psichica e relazionale. In un luogo di accoglienza, condivisione e riflessione, si cerca di esplorare e di far “riemergere” affetti, emozioni, desideri e tutto ciò che riguarda la persona nella sua unicità e irripetibilità. Lo psicoterapeuta assiste il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori accompagnandolo nella ricerca, dentro di sé, di nuove condizioni interne e modalità relazionali che consentiranno di ritrovare il proprio benessere emotivo nel rapporto con se stessi e con gli altri.


Lo psicoterapeuta può essere un medico o uno psicologo, iscritto al rispettivo Ordine professionale, che abbia conseguito la specializzazione sanitaria in Psicoterapia attraverso un adeguato percorso formativo post-lauream quadriennale riconosciuto e autorizzato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.


Indicazioni terapeutiche


I problemi oggetto di intervento dello psicoterapeuta vanno dal generico disagio esistenziale, senza una sintomatologia psicopatologica manifesta, alle forme di disturbi più clinicamente strutturati. Naturalmente, la psicoterapia non è l’unica strada per prendersi cura della propria sofferenza psicologica, poiché è solo una delle possibili: ognuno sceglie quella che ritiene più opportuna. Tuttavia, è importante sottolineare che ogni persona dovrebbe sentirsi libera di chiedere aiuto a un terapeuta, in un particolare momento della vita o quando ci si accorge che la propria sofferenza ne sta facendo parte da troppo tempo, senza farsi condizionare dai pregiudizi sociali e personali che ruotano intorno al campo della salute mentale. Troppo spesso il timore di essere “etichettati” impedisce di riservarsi anche solo la possibilità di provare e valutare se potrebbe essere oppure no la strada giusta per sé.


Al di là dei fenomeni sintomatici che potrebbero spingere a chiedere aiuto (ansia, depressione, fobie, ossessioni, disturbi del comportamento alimentare - anoressia e bulimia - e della sfera sessuale, comportamenti compulsivi, abuso di sostanze, disturbi della personalità, eccetera) non bisogna mai dimenticare che la persona non è quel sintomo o quella malattia. Questi ultimi sono solo l’espressione di una sofferenza più profonda che in quel momento non trova un altro modo per esprimersi e che potrebbe necessitare di una relazione terapeutica particolare affinché ciò possa avvenire. La sintomatologia psichica che crea sofferenza è una sorta di “messaggio in codice” di qualcosa che si muove dentro, che necessita di essere decodificato e di trovare un canale di comunicazione più funzionale.


In psicoterapia è possibile affrontare le difficoltà relazionali, affettive, interpersonali che possono riguardare vari ambiti della vita: il lavoro, la coppia, la famiglia, la relazione con i figli. Anche le “crisi di passaggio”, che sopraggiungono, per esempio, con la nascita di un figlio, l’età della pensione, una separazione importante, eccetera, possono trovare un utile spazio di condivisione, riflessione e sostegno tramutandosi in una buona occasione per guardarsi dentro e riscoprirsi in un nuovo rapporto con se stessi.


Modi e tempi


Gli incontri sono, solitamente, regolari e la frequenza, settimanale, viene concordata tra paziente e terapeuta. La durata della seduta è a discrezione del terapeuta e del suo orientamento, ma in linea di massima una seduta individuale può durare dai 45 ai 50 minuti.